Cape epic 2018 ktm scarp prestige con il nostro atleta Stefano Maran

con grande soddisfazione un riepilogo di una grande gara

 

Cape epic 2018

 

Sin da subito notiamo la superba organizzazione logistica della manifestazione. È come un circo in continuo movimento che funziona meglio di un orologio. Niente è lasciato al caso e tra le 1000 tende rosse si muovono più di 2000 persone che ricevono vitto, alloggio, eventuali cure mediche e assistenza.

Il primo giorno partiamo con il "prologo" di 20 km, tappa con poco dislivello ma con una discesa tecnica molto impegnativa e un terreno molto secco e polveroso. L'esito del prologo determina la composizione delle griglie di partenza, ognuna composta da 50 coppie che partono ogni 5 minuti, per le tappe successive. Lo affrontiamo tiratissimi e con grinta e con la KTM, che mi regala il massimo soprattutto in discesa, supero ogni ostacolo e alla fine il risultato che portiamo a casa ci permette di accedere alla griglia appena dietro a quella dei Prof. Le successive quattro tappe di 110 km, 113 km, 122 km e 115 km con 2000 metri di dislivello ciascuna si rivelano più adatte ai passisti che ad atleti di 60 kg. Ci ritroviamo ad affrontare partenze sprint, tratti lunghissimi a volte pianeggianti ma costantemente off road, single track interminabili dove spesso si trova difficoltà anche solo nel tenere le mani fisse al manubrio e la ruota dritta a causa della polvere e del terreno sconnesso. A completare questi percorsi ai quali non manca nulla, ritroviamo discese tecniche che mettono alla prova la mia KTM  che faccio volare sui tratti più impervi dove si notano al meglio le sue reattività e manovrabilità.

Le ultime tre tappe sono più adatte a noi, quasi completamente costellate di salite e discese. Anche se un problema intestinale mi mette in subbuglio dalla notte precedente alla tappa da 115 km, la squadra mantiene la concentrazione durante la sesta e settima tappa e durante quest'ultima attacchiamo con grinta e portiamo a casa un risultato soddisfacente.

Chiudiamo con un tempo totale di 31 ore e 46 minuti, 12° di categoria master e 70° assoluti.

La mia compagna di viaggio è stata eccezionale, la mia KTM mi ha sostenuto al meglio in discesa e sulle curve sembrava quasi trovare da sola l'assetto migliore. In salita, a seconda del terreno, sbloccavo e bloccavo l'ammortizzo e la risposta sulla velocità in funzione dei watt costanti era evidente. Se l'obiettivo era spingere e accelerare bloccavo l'ammortizzo e la differenza con una rigida diventava trascurabile, l'energia non veniva dispersa sulla pedalata. Un successo!

 

Che dire di più? Il resto è Cape Epic. Provare per credere!

Stefano Marancape epic 2018 ccape epic 2018 aIMG_5131-05-04-18-12-43IMG_5137-05-04-18-12-43IMG_5136-05-04-18-12-43IMG_5132-05-04-18-12-43IMG_5131-05-04-18-12-43IMG_5135-05-04-18-12-43

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