Presentazione Squadre 2019, Neri – Selle Italia – KTM

È una sorta di anno zero quello che si appresta a vivere la Neri-Selle Italia-KTM. Rinnovata negli uomini e negli sponsor, con l’interruzione dopo tre stagioni della partnership con Wilier Triestina e l’arrivo dell’azienda austriaca costruttrice di bici, la formazione di Angelo Citracca e Luca Scinto si trova a fare i conti con un’inevitabile restaurazione e con l’inattesa notizia del mancato invito al Giro d’Italia dopo otto partecipazioni consecutive. In inverno hanno salutato la truppa i due punti di riferimento dell’organico 2018: Filippo Pozzato, che ha appeso la bici al chiodo tornando al primo amore dell’hockey su pista, e Jakub Mareczko, che si è ricavato la possibilità di approdare nel World Tour ottenendo un ingaggio dal CCC Team. Non sono mancati però i rinforzi, con una certa predilezione per le scommesse, per un team che, perso un velocista andato sempre in doppia cifra nel passato recente, dovrà giocoforza rimodellare il suo modo di correre e che ha portato nella massima categoria quattro volti nuovi.

GLI UOMINI PIU’ ATTESI

In fatto di scommesse la più grande risponde al nome di Giovanni Visconti. A 36 anni compiuti (sarà l’unico over 30 della pattuglia giallo fluo) il siciliano, ma toscano d’adozione, chiude idealmente il cerchio alla corte di quello Scinto che lo ha preso in dote ragazzino e reso uomo. Sul corridore e sulla sua caratura, infatti, i dubbi sono sempre stati ben pochi. Quello che torna alla base dopo sette stagioni nel massimo circuito è un atleta affidabile, esperto, serio e maturo, che dopo aver interrotto il sodalizio col corregionale Vincenzo Nibali può chiudere in bellezza la carriera riscattando un’appendice di 2018 nella quale, incapace di trasformare in buoni risultati la condizione con cui si è presentato alle classiche italiane, è stato escluso dall’elenco dei convocati per Innsbruck. Riconquistata quella possibilità di correre da capitano, che spesso gli è mancata in Bahrain-Merida anche al netto delle quattro vittorie intascate, può confermare le stimmate da vincente (31 i successi in carriera) nel calendario italiano. Il primo banco di prova interessante, sfumato l’appuntamento rosa, è rappresentato da quelle Strade Bianche in cui già tre volte si è piazzato tra i primi 10 e dove l’anno scorso (5°) è risultato il migliore tra gli italiani.

Non meno rilevante, almeno in termini di azzardo, è quello fatto su Francesco Manuel Bongiorno. A caldeggiare il ritorno in pista del 28enne toscano è stato, tra un allenamento e l’altro nei dintorni di San Baronto, proprio Visconti. Dopo aver appeso la bici al chiodo al termine di un 2017 corso sotto le aspettative con la divisa della Sangemini, l’ex Bardiani non ha resistito al richiamo della strada ed è tornato ad allenarsi (coniugando l’attività in sella con un lavoro trovato nel periodo di stacco) in maniera seria nella seconda metà del 2018, garantendosi così una seconda chance in un ambiente nel quale si era presentato a suon di risultati nei primi tre anni da pro. Se talento e qualità sono intaccabili, molto dipenderà dalla capacità di riadattarsi e assimilare in maniera rapida i ritmi di gara. Qualora dovesse riuscire a farlo in tempi brevi, il vincitore del Giro d’Albania 2017 non potrà che diventare un valore aggiunto sia per il capitano che per sé stesso, ritrovando magari quella fiducia nei propri mezzi che aveva progressivamente perduto prima di prendere la decisione drastica.

Volti nuovi sono anche tre stranieri. Il nome altisonante è quello di Dayer Quintana, che dopo aver rotto il legame professionale col fratello Nairo è chiamato a dimostrare il suo reale valore in una formazione Professional. Se in passato la militanza in un team della massima divisione ne ha da una parte inibito le ambizioni personali e dall’altra favorito alcune sortite come seconda punta, adesso il più piccolo dei fratelli colombiani dovrà certificare autonomamente la propria pasta. Nel quadriennio in Movistar non sono mancati i lampi di classe (vittorie di tappa al Giro d’Austria e alla Colombia Oro y Paz e della classifica generale al Tour de San Luis), sebbene sia arrivato anche qualche passaggio a vuoto. Orizzonti interessanti sono anche quelli fatti emergere in passato dal neerlandese Etienne van Empel, che porta in dote dalla Roompot un discreto bagaglio nelle corse all’estero, mentre l’austriaco Sebastian Schönberger, altro classe ’94, continuerà l’apprendistato nella categoria iniziato in maglia giallofluo nel corso della passata stagione.

Conferme sono invece quelle richieste a Luca Pacioni, esploso a suon di risultati in un’annata che lo ha visto imporsi tre volte tra Tropicale Amissa Bongo, Langkawi e Taiwan. Tra gli uomini squadra non mancherà l’apporto di Giuseppe Fonzi, ormai abbonato alla simbolica maglia nera del Giro d’Italia ma, soprattutto, elemento con un indole da attaccante particolarmente apprezzata. Altro tassello affidabile è Liam Bertazzo, sempre determinante su pista ma che nel suo 2018 su strada non è riuscito a migliorare quanto prodotto l’anno prima, quando seppe far suo il Tour of China I. A caccia di rilancio e con una dimensione da riscoprire c’è invece Edoardo Zardini, da qualche stagione a questa parte incapace di ripetersi sui livelli che avevano scandito il suo impatto nella categoria ma sul cui giudizio del 2018 pesa la caduta al Giro d’Italia.

Con lui va in cerca di risposte anche Simone Velasco, giovane ma già al quarto anno tra i ‘grandi’: il quinto posto del Matteotti saprà essere il suo trampolino di lancio verso un futuro da protagonista? Neoprofessionista ma non proprio giovanissimo (compirà 26 anni ad aprile) è infine Davide Gabburo, passista veloce che ha già indossato la maglia della Nazionale al Gp Industria&Artigianato e giunto sesto all’ultimo. Gp Adria Mobil

LE GIOVANI PROMESSE

È finalmente riuscito a compiere il salto Lorenzo Fortunato. Dopo due periodi da stagista tra Tinkoff e Bardiani, lo scalatore bolognese classe ’96 potrà esaltare quelle doti in salita già rivelate prima da Juniores e poi da Under 23 nei ranghi della Hopplà Petroli Firenze. Dalla stessa formazione proviene Moreno Marchetti, confermato intelligentemente dopo un periodo da stagista in cui ha messo in mostra potenzialità emerse con prepotenza da under. Ad appena 20 anni il velocista padovano è sembrato già pronto fisicamente per il duello con avversari più esperti e ha sfiorato il successo in Cina. Non è da escludere che già quest’anno, magari in qualche corsa di seconda fascia, riesca a togliersi soddisfazioni e a candidarsi come degno erede di Jakub Mareczko.

Il quarto uomo al primo anno è invece il più “anziano” del lotto. Conquistato il passaggio grazie alle 12 vittorie registrate da Elite nell’ultimo biennio, Umberto Marengo arriva nella massima categoria con un fisico ormai pronto e con l’ambizione di misurarsi sui tracciati misti, dopo aver vinto nel 2018 il Piccolo Giro dell’Emilia. Caratteristiche simili, con una leggera attitudine in più per le salite, sono quelle di cui dispongono Luca Raggio e Massimo Rosa, entrambi giunti al secondo anno. Finora ha fatto vedere qualcosa in più, almeno in termini di risultati, il primo, mentre il fratello d’arte non si è ancora espresso su quegli standard che lo avevano portato a sfiorare la vittoria di tappa al Giro baby.

Dovrà palesare segnali di crescita anche Simone Bevilacqua. Il 21enne di Thiene ha inevitabilmente sofferto nel primo anno tra i grandi, al quale si era presentato con un biglietto da visita fatto da quattro affermazioni, e non è mai riuscito a chiudere nei primi 10 di un ordine d’arrivo.Neri-Selle-Italia-KTM-Giovanni-Visconti-cavedonsport_news visconti-cevdonsport-news

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